domenica 18 novembre 2012

Corriamo al Tiburtino 2012

E anche quest'anno abbiamo onorato la gara di casa: il Tiburtino. Resta sempre poco attraente per i panorami, ma devo dire che l'organizzazione e il percorso piatto ne fanno una buona gara per esserci. E tanto che stavolta è uscito fuori un discreto personale: 48'21"...

 
Questa volta a muoverci non siamo più i soliti 4 gatti, ma dobbiamo prendere addirittura 3 macchine per poter andare dalle parti di S.M. Soccorso, da dove partirà la 13a Corriamo al Tiburtino. La mia squadra è quasi al completo (ben 7 su 8 :D, pochi ma buoni). Arriviamo sempre un po' troppo in ritardo per poter gustarci appieno il pre gara e quindi ci si mette subito a riscaldarci, "che qui bisogna partire subito a manetta, mica è una Maratona...", ed eccoci in foto, il gruppetto a sinistra di questa simpatica ragazza che mostra il pettorale


Dopo poco più di due chilometri di gnagnarella, ci posizioniamo in griglia per la partenza. La gente come sempre è tanta, ma andando a rispolverare gli annali, alla fine ci saranno poco meno di 1300 arrivati rispetto ai 1650 dell'anno scorso. Strano caso per un fenomeno che sembra essere comunque in crescita: sarà stata la concomitanza con la gara delle Terre Pontine?

Comunque la partenza è sempre abbastanza caotica, per le strade del Tiburtino che, anche se abbastanza larghe, sono sempre piene di macchine parcheggiate, e tuttavia, con mio grande stupore, riesco a tenere un buon ritmo e chiuderò il primo chilometro a 4'47". A questo punto però la strada è più libera e riesco ad accelerare, senza dover necessariamente saltare da destra a sinistra e così proseguo ad inanellare buoni chilometri: 2° e 3° Km a 4'37".

A questo punto, una volta messi in cascina qualche secondo prezioso per non avere sorprese sul finale (vedi la mezza di domenica scorsa), provo a consolidare il risultato cercando di stare su ritmi intorno a 4'50".


Ci riesco abbastanza facilmente, anche se dal 6° Km comincia a darmi fastidio una contrattura alla gamba destra, leggera, ma continua. Ho il timore che possa peggiorare, ma ora l'obiettivo è stare sotto i 50' e così proseguo. Al passaggio del 7° Km cerco di accelerare un po', oramai l'odore della vittoria mi da anche la forza di spingere un po' di più e riesco a rosicchiare qualche secondo alla media, chiudendo il chilometro a 4'45".

Punto un ragazzo davanti a me, sulla maglia c'ha scritto Tommaso e gli vado incontro, lo sorpasso. Dopo qualche secondo vedo che anche lui cerca di tenere botta e mi risorpassa. Da qui comincia una sfida che terminerà sotto il gonfiabile, fatta di mille sorpassi che aiutano entrambi a non pensare tanto alla stanchezza, ma di andare avanti. Alla fine appaiati, sotto il gonfiabile, passiamo insieme il traguardo. Subito dopo mi guardo in giro, lo vedo e gli vado incontro a stringere la mano: lui mi sorride e mi ringrazia. Sono anche queste le cose che amo di questo sport!



Chiudo in 48'21", nuovo personale e nuovo punto di partenza per le prossime gare, anche se ormai la preparazione per Roma sta per arrivare e porterà con se pochi spazi per le gare da 10 Km, ma questa è un'altra storia...






sabato 17 novembre 2012

Aspettando il tiburtino

Oggi ultima breve e tranquilla uscita prima della gara di domani: Corriamo al Tiburtino, dove proverò ad attaccare il mio personale, che dura ormai dalla Best Woman dell'anno scorso. La gara permette buone prestazioni, in quanto è abbastanza piatta, anche se, specie all'inizio, è un po' troppo affollata e le strade non molto larghe difficilmente riescono a contenere la fiumana di gente compatta all'inizio.


Quest'ultima uscita l'ho fatta insieme a due miei amici ed abbiamo corricchiato tranquillamente poco più di mezz'ora, per poi fare un po' di allunghi finali sui 100 metri. 

Questi allunghi sono venuti fuori ad una velocità vicina ai 3'xKm. A parte che forse li ho tirati un po' troppo, rischiando magari anche qualche infortunio, quello che ancora adesso (ma comunque da sempre) mi turba è che io alla fine dei 100 metri arrivo con il fiatone, mentre i top runner, a quella velocità ci fanno una maratona... è una cosa che per me è sempre di difficile comprenzione...

domenica 11 novembre 2012

Fiumicino Half Marathon 2012


La mezza di Fiumicino è una delle gare che ho corso più spesso (questa era la 3a volta). Fu la mia prima mezza ed è la mezza dove ad oggi resiste il mio personale. Ogni anno diventa sempre più partecipata e quest'anno eravamo più di 2000 alla partenza. Il motivo del successo sta sicuramente nella sua velocità (estremamente piatta, anche abbastanza lineare), anche se quest'anno il meteo ha complicato un pochino le cose...

Si parte presto questa mattina, ma siamo in tre in macchina e le chiacchiere sono sempre un buon rimedio per sedare quel minimo di ansia che ho. Già, perchè diversamente dalla altre gare precedenti fatte a settembre e ottobre, questa volta ho voglia di fare un buon tempo. Stare sotto l'1:50... Sarebbe troppo bello, un altro muro abbattuto.



Parlando con gli amici, decido di provare a stare insieme ai pacer dell'1:50, e quando arriviamo a destinazione e cominciamo a scaldarci, lo speaker, elencando tutti i pace maker della giornata, indica anche i miei dell'1.50. Ottimo, sarò con loro allora!

La mattinata non è particolarmente fredda, ma è ventosissima e molto grigia, carica di nuvole, tanto che dopo il riascaldamento, che dura abbastanza poco, ci mettiamo in griglia e comincia a piovigginare. Poco male, ho il mio cappellino idrorepellente. 

Intanto il colpo di pistola ci fa sobbalzare: la gara è cominciata, devo andare a prendere i miei pacer che sono qualche decina di metri più avanti, ma la calca è veramente tanta (lo dicevo che siamo sempre di più a questa gara...). Mi ci vogliono più di tre chilometri per agganciarmi al gruppo dell'1:50, ma una volta arrivato, mi attacco come una cozza ad uno dei due pacer. I palloncini svolazzano impazziti per il troppo vento, tanto che se ne volano quasi subito.

Il ritmo è costante, il passo tranquillo, anche se la pioggia comincia ad aumentare, fino a diventare pressante verso il decimo chilometro. Effettivamente, nei tratti in cui il vento e la pioggia diventano quasi irreali, lasciamo qualche secondo ed infatti alcuni chilometri li chiuderemo sopra i 5'15" (e questo risulterà fatale per il mio obiettivo...).

Oramai siamo arrivati al 10° Km, dove praticamente si passa in prossimità dell'arrivo. E qui, complice l'ennesima raffica di pioggia e vento (vedi foto in basso del gruppone in cui c'ero anche io), vedo tantissima gente dare forfait. Ora, io sono d'accordo sul fatto che pioveva tanto, ma siamo in gara, cavolo... stringi i denti e vai, senza dover rimanere con la scrupolo di non aver proseguito. Comunque ognuno la pensa come vuole, tant'è che io imperterrito dietro ai miei pacer, cerco anche di proteggermi da vento e pioggia.


Verso il 15° Km però il tarlo del timing comincia a farsi strada. Ho paura di essere un po' in ritardo; i miei apripista mi sembrano lenti, pur correndo sempre sotto i 5'13" per chilometro e allora decido di allungare. Penso che se riesco a stare davanti a loro, sicuramente il muro dell'1:50 sarà alle spalle.



La corsa continua in questo modo, con i miei pacer alle spalle, non so di quanto ed ho paura di girarmi e vederli sopraggiungere, e contemporaneamente la sensazione di riuscire a correre sotto i 5'10" con relativa facilità (alla vigilia non c'avrei mai creduto...) e così al 18° comincio a fare i conti tra tempo rimasto e metri da percorrere. Peccato però che la misurazione del mio Garmin non coincida con quella ufficiale della gara (alla fine segnerà 21,3 Km, altro fattore fatale per il mio obiettivo). Riesco ancora a correre tranquillamente, anche se arriviamo in zona d'arrivo, con quei micidiali e lunghissimi biscotti (non finivano mai accidenti...) e proprio qui mi rendo conto di aver fatto male i conti, che c'è qualcosa che non va...

All'ultimo biscotto scatta la mia mezza maratona virtuale, quella segnata dal Garmin, assolutamente sotto l'1:50, ma quella reale, quella che fa fede, deve ancora arrivare e senza neanche il gonfiabile del traguardo, lasciato sgonfio per il troppo vento, sembra ancora più lontana. Passo il traguardo in 1:50:22, incazzatissimo con tutto e tutti, ma consapevole di poter limare con estrema semplicità quei fottuti 23" e comunque contento di aver abbassato il personale di altri 3', che non è comunque male! 

E domenica si va al Tiburtino!!

domenica 28 ottobre 2012

Maratonina delle Castagne (Rocca di Papa) 2012

Dopo Colonna, un'altra bella gara tecnica/impegnativa. Rocca di Papa, ai Castelli, in mezzo ai castagneti. Particolarità di questa giornata, la presenza delle famiglie e a fine gara, tutti a magiare in un localino nei paraggi: bella giornata...

E' vero che prima o poi il freddo doveva arrivare, ma proprio stamattina, con una gara in cima ai monti dei castelli... che bella fortuna!! Ci saranno al massimo 4° stamattina ed io non ho neanche pensato di mettere in borsa una maglia a maniche lunghe: ottimo.

Comunque era la prima volta che venivo a Rocca di Papa: è un bel paesino, il centro storico è molto bello, arroccato sulla vetta di una montagna, dal quale si vede una gran bella visuale, fra tutta Roma e il lago di Albano!!



Per cercare di smorzare il freddo, comunque, alla fine basta un buon riscaldamento per potermi sentire decisamente meglio ed in fin dei conti, alla fine la manica corta risulterà la scelta migliore. Dopo il rituale liberamento della vescica, ci portiamo tutti e quattro nel gruppone dei partecipanti e qui, fra odore di canfora e sudore, il caldo aumenta, stando uno vicino all'altro. Per fortuna, ci posizioniamo nel gruppo allo scadere del tempo limite e subito si parte!
La partenza è in salita (niente di peggio per troncare le gambe), ma per fortuna la grossa calca e le strette strade non permettono ritmi veloci, quindi riesco ad entrare nel ritmo gara con relativa tranquillità. Intanto dopo pochi chilometri, si entra nel bosco, carico di umidità che mi appanna completamente le lenti degli occhiali e dovendo star particolarmente attento al fondo, scivoloso, in discesa e pieno di sassi sporgenti dalla terra, rischio più volte di scivolare o di prendere una storta, ma per fortuna e per mia tranquillità rallento quanto possibile e cerco di non farmi male. Certo che in questo modo, correndo in discesa sempre contratto, faccio il doppio della fatica e saluterò l'uscita dal bosco con gran felicità, anche se passandoci in mezzo, mi riprometto di ritornarci, ma per fare una passeggiata, magari per raccogliere qualche castagna!



Una volta tornati sull'asfalto, si parte con la lunga salita, le gambe stravolte dalla discesa, rispondono comunque abbastanza bene e riesco a superare anche parecchia gente, che a tratti cammina. La salita riporta la gara in paese, siamo ormai intorno al 7° chilometro, ma le gambe rispondono sempre meglio ed io accelero cercando di portare a casa un risultato discreto.

Con l'aumentare della velocità, riesco anche a far passare più velocemente i chilometri e in poco tempo mi ritrovo sull'ultima bella salita che porta sotto il gonfiabile dell'arrivo. Passo il traguardo decisamente contento, non tanto del time (con questo percorso non ho voluto fare di meglio), ma dalla consapevolezza di aver fatto un ottimo allenamento.



Dopo la gara, ci riuniamo con le famiglie, che nel frattempo ci hanno raggiunto, in tempo per prenderci un buon saccoccio di castagne bollenti, ottime con la giornata fredda di oggi. La fame si comincia a far sentire e allora si va a mangiare tutti insieme, per chiudere in bellezza la giornata!! A parte il conto al ristorante, tutto il resto è davvero da incorniciare.



domenica 30 settembre 2012

Colonna 2012 - Il ritorno


Era da Aprile che non indossavo un pettorale e devo dire che la cosa mi cominciava a stare stretta. Sono tornato oggi, in una domenica di fine settembre, umida come poche, a Colonna...

I preparativi sono un po' impacciati, come da novellino: ormai ho perso l'automatismo tipico di chi ogni domenica si fa la garetta. Stamattina mi alzo e non avevo nulla di preparato. Come al solito arrivo leggermente in ritardo all'appuntamento con i compagni di squadra, ma si parte alla volta di Colonna. 

Il mattino è già caldo e umido, ma le nuvole impediscono per il momento l'uscita del sole (meglio così...). Arrivati a destinazione, è il solito gira e rigira per trovare il parcheggio, e alla fino lo troviamo nello stesso identico posto dove parcheggiammo due anni fa, alla mia prima, e fino ad oggi unica, Colonna. Facciamo il solito giro pregara e poi via a cambiarci per il riascaldamento.

Cominciamo a correre tranquilli, in mezzo ad altri 1500 partecipanti; siamo tanti, ma, mi dicono, qualcuno in meno rispetto alle edizioni precedenti. Vi assicuro comunque, che anche con questi numeri, correre tra le viuzze in mezzo alle vigne non è stato semplice, specie nei primi chilometri, dove è più facile trovare qualcuno che non va alla tua velocità e che fa da tappo. Per la cronaca, la corsa è distribuita su due giri quasi identici, di circa 5 Km.

Durante il riscaldamento, mi perdo con il miei amici, ma fortuna vuole che ti incrocio Yogi e si fa la parte finale del riscaldamento insieme e anche la prima parte, stretti come sardine. Si parte tranquilli, anche perchè tra salitone iniziale e fiumana di gente, c'è poco da andar veloce se, come noi, sei in coda al gruppone.

Il traffico umano mi fa perdere il contatto con Yo', ma lo tengo d'occhio fino alla fine del primo giro, quando al ristoro mi fermo, bagnato di sudore, a bere un goccio d'acqua. Riparto per il secondo giro, cercando di non forzare molto sul salitone iniziale, per cercare di dare poi tutto alla fine.

La parte finale è abbastanza tranquilla: questa volta non mi sono fatto ingannare dalla visione del gonfiabile dell'arrivo, quando a meno da 10 metri da questo, il percorso devia negli isolati limitrofi e compie quasi un altro km che l'altra volta mi fece morire :)

Arrivo con sprint, con tempo reale di 52:32, che sicuramente non è il massimo, ma considerando che è il mio ritorno dopo 5 mesi di assenza, ci può stare. Da qui cercherò di migliorare in ottica mezza di Fiumicino!

martedì 7 agosto 2012

Update

E' tanto che non aggiorno il mio diario e di cose da dire ce ne sarebbero, a partire dalla mia metamorfosi sportiva; ma è da un po' che preferisco stare alla finestra e leggere piuttosto che scrivere, senza esserci un vero motivo. 



Ma un aggiornamento è d'obbligo nel mio blog, visto che oramai, quella che era nata come attività di cross training, sta diventando sempre più una passione (la metamorfosi). Ebbene si, andare in bici mi sta piacendo sempre di più, tanto che, rimasto a piedi (anzi in mountain bike), dopo che l'amico che mi prestava il suo muletto l'aveva venduto, ho comprato finalmente  la mia prima bici da corsa. 

E' un modello 'entry level', anzi proprio il primo che si incontra, ma il pomeriggio non vedo l'ora di tornare da lavoro, per salire sulla mia bici e fare un giretto. Dove mi porterà questa nuova passione non lo so, quello che so è che ora sto andando di bigiornaliero alla grande, cercando di correre per quel che è possibile, con il caldo che fa, all'ora di pranzo, e filando come un missile (vabbe', si fa per dire) in serata.

Settimana scorsa fra bici e corsa ho percorso 258 Km, una marea, anche se di corsa a piedi sono veramente pochi. Infatti, se per la bici si vedono miglioramenti costanti, per la corsa devo registrare una battuta di arresto, non tanto nel numero di sedute mensili, perchè tutto sommato esco quasi tutti i giorni durante il lavoro, ma nel numero di chilometri percorsi. Questo è facilmente spiegato dal fatto che, come dicevo prima, correndo in pausa pranzo, con i 36-37 ° non si riesce mai a fare più di 8 Km per uscita, corsi poi a velocità da bradipo. Unico episodio che  mi fa sperare che a settembre possa cambiare musica è l'uscita fatta sabato scorso, finalmente di pomeriggio, dove le medie si sono avvicinate ai miei soliti standard.

Fra qualche giorno partirò in vacanza e lì non so cosa riuscirò a fare, ma questa è un'altra storia...

lunedì 9 luglio 2012

I Blogtrotter al Lago di Albano


Ci voleva un raduno dei Blogtrotter, al Lago di Albano, per far risvegliare dal dolce letargo il mio Blog, ma vi assicuro che ne è valsa la pena...

L'evento è organizzato dall'impareggiabile Yogi, che tra mail e post, ha spammato non poco per riuscire a metterci tutti d'accordo.
L'appuntamento è appena fuori dal famoso tunnel del Lago, dove io ci arrivo con tutta la mia famigliola, in perfetto anticipo. Solo dopo 10 minuti e varie richieste dei miei figli, mi accorgo che a 50 metri si era già formato un gruppetto di Blogtrotter che già chiacchieravano.

Aspettiamo il resto della truppa (alla fine risulterò solo io con zavorra familiare al seguito, ma sono contento di averli portati), e partiamo per direzione "Da Agnese", una caratteristica fraschetta di fronte al lago. Lascio li la famiglia (effettivamente dal punto di vista della costa... forse un posticino più accogliente si poteva scegliere), e via tutti di corsa, intorno al lago.

Partiamo tutti compatti, ma ben presto la selezione naturale crea vari gruppetti. Il giro comunque è spettacolare (lo avevo già fatto un'altra volta e mi era piaciuto molto, ma in compagnia è comunque tutta un'altra cosa). Si suda molto per il gran caldo, anche se buona parte del tracciato è all'ombra. Bisogna far attenzione solo a certi punti, in cui la strada diventa decisamente inagevole e i sassi sporgono dal terreno, per il resto è un gran bell'allenamento.

Chiudiamo poco sopra i 50', stanchetti, ma pronti per il bagno. Ci immergiamo tutti (o quasi, vero Francoscr?) in una brodaglia calda. I triatleti danno sfoggio del loro stile libero, nuotando verso il centro del lago, ma oramai la fame comincia a farsi sentire ed allora c'è Agnese che ci pensa. E così tutti intorno al tavolo, cominciamo le danze: antipasti a base di porchetta, salumi, melanzane ecc. ecc che già quelli bastavano, poi un buon primo, degno di una fraschetta e per concludere, una freschissima fetta di anguria (per reintegrare i sali persi con la corsa).

Il caffè è il preambolo al saluto finale. Grazie ragazzi, ho passato con voi una bellissima giornata.

PS: Vi salutano anche tutta la mia famiglia ;)

sabato 28 aprile 2012

Vacanza primaverile

Approfittando della comunione di mia nipote, torno nelle mie terre d'origine. Oggi si parte alla volta della Puglia, dove rimmarrò per quanche giorno, ci rivediamo intorno al 10 maggio, nel frattempo se il 6 maggio non avete ancora organizzato alcuna gara, ve ne suggerisco una, in memoria di un amico, la CorriFlavio a Valmontone, questo il blog:




martedì 17 aprile 2012

Milano City Marathon 2012... che storia

A me è sempre piaciuto correre sotto la pioggia: ho fatto dei gran belli allenamenti, sotto la pioggia, anche se, a dire il vero, ricordo pochissime gare bagnate e comunque sempre sui 10 Km. Tuttavia correre 42195 metri sotto una pioggia incessante è ben altra cosa, molto meno piacevole e questo posso assicurarvelo... 

E tuttavia è andata benissimo, certo non tanto da raggiungere l'obiettivo che  mi era proposto, quello cioè di scendere sotto le 4 ore, ma quanto meno ho limato altri 9 minuti al mio personale ed ora me ne mancano altri 9 per abbattere questo fatidico muro.

L'intenzione iniziale era quella di partire con tutta la famiglia, per fare un fine settimana lombardo, andando a trovare mio fratello che abita proprio a Milano, ma alla fine le placche alla gola di mia figlia hanno fatto cambiare, mio malgrado, i piani. Partito da solo alla volta di Milano, sabato mattina, con un treno pagato un occhio della testa, arrivo giusto all'ora di pranzo a casa di  mio fratello. Mangiatona a base di carboidrati (avevo istruito bene il fratello e la sua compagna), e via a ritirare il pettorale al Marathon Village (veramente poca cosa in confronto a quello di Roma). Comincio a sentire l'aria dell'evento che sto per vivere: visi scavati, corpi magri, si, siamo proprio in un ritrovo di maratoneti!!

La sera preparo il tutto, ma la borsa non è ancora chiusa. Non so bene come vestirmi. Il tempo fuori è troppo strano e decido di aspettare la mattina stessa. Alla fine sceglierò di mettere una maglietta abbastanza leggera, ma a maniche lunghe ed un antipioggia smanicato e retato di dietro e per il pregara una sorta busta antipioggia ricevuta alla RomaOstia, sacrificata e gettata proprio alla partenza. Scelta azzeccata, visto che tutto sommato mi sono trovato abbastanza bene. Accessorio fondamentale: cappellino idrorepellente, è stata una vera salvata.

Notte quasi insonne, come succede quasi sempre; alle 5.00, sveglio già da un po', comincio a sperare che suoni al più presto la sveglia. Alle 6.30 sono già per strada. Man mano che  mi avvicino alla fiera, aumentano quelli dalle borse bianche (le sacche di plastica da lasciare alla partenza). In metro verso Rho siamo praticamente quasi solo noi maratoneti (d'altra parte a quell'ora, di domenica mattina, con una pioggia tale, chi vuoi che ci sia in giro...). Nella carrozza un caldo umido e fastidioso, posto in piedi appiccicato ad altri maratoneti: non vedo l'ora di scendere. Unico sollievo, incontro Igiul e Zakkis alla fermata Duomo, due amici del RunningForum, fra una marea di maratoneti, e ci facciamo compagnia. Una volta arrivati alla Fiera, primo momento veramente emozionante, ritrovarsi tutti a cambiarsi in un parcheggio, con dei ragazzi che suonavano le percussione in maniera assordante e ipnotizzante, un odore fortissimo di canfora. 

Una volta vestiti siamo usciti fuori e pioveva e da qui fino alla fine, è sempre stato sotto la pioggia...

Pian piano il gruppo di RunningForum cresce, incontro e conosco un sacco di gente, tra cui Nino per una breve e piacevolissima chiacchierata, unico cruccio, non aver conosciuto Alvin... 

Siamo pronti alla partenza. Scoppio di pistola ed il ritmo è subito tranquillo e rilassato, pur rientrando nel mio originale obiettivo. Quindi vado un po' sotto i 5'40" per crearmi un po' di vantaggio da poter amministrare nella seconda parte, dove so che perderò un po' di tempo perchè ancora non riesco ad essere costante. La corsa fila via benissimo, mi sento molto bene, e anche la periferia di Milano, senza macchine, devo dire che non mi dispiace, in quel paesaggio molto British. Arrivo al primo cambio di staffetta e finalmente troviamo un po' di pubblico, molto piacevole e coinvolgente: loro partiranno dopo un'oretta circa e gli tocca ancora aspettare sotto la pioggia, noi invece siamo più fortunati: correndo l'acqua scivola via, come i tanti pensieri che ti affollano la mente per tutti i 42195 metri della gara...

Al ristoro del 15° Km prendo il primo integratore: questa volta ho voluto anticipare, per non arrivare oramai stanco al 20°. I Km passano abbastanza facilmente e la corsa è ancora tranquilla, una cosa però comincia a darmi da pensare: noto uno scostamento tra la misurazione del Garmin e quella della gara. La cosa è sempre successa, anche a Roma, per esempio, ma a Milano sapevo di essere proprio al limite per raggiungere il mio obiettivo e sapere di dover correre altri 400/500 metri mi avrebbe fatto perdere del tempo prezioso.

Tuttavia dopo la mezza maratona questo problema cessa di essere: passo il gonfiabile pochi secondi sopra le due ore (anche se con i conti fatti basandomi con il Garmin ero ben sotto le due ore) e così, al malincuore, decido dentro di me di rinunciare al mio obiettivo primario, visto che so che non riuscirò a tenere nella seconda parte della gara lo stesso ritmo della prima e gestisco la gara. Nel frattempo abbiamo cominciato la parte più bella del percorso: Viale Sempione, la Scala, Piazza San Babila, via Montenapoleone, con l'immancabile ferrarino, e alla fine il Duomo: un colpo d'occhio mozzafiato, per un giorno a nostra disposizione, circumnavigato e, considerando la pioggia, con tanta gente che faceva il tifo.


Siamo ormai al 27° Km e, come preventivato, la stanchezza comincia a farsi sentire, le scarpe diventano sempre più bagnate e pesanti, ad ogni passo sembra dover alzare un macigno e risorgono i dolori che avevo sentito alla Maratona di Roma: insomma, inizia la parte più difficile della gara. Riuscirò a gestire i dolori cercando di massaggiare, con una corsa più fluida ed uniforme, la parte del piede e dell'anca che mi facevano male e per un po' va bene, ma è un continuo 'va e vieni' di dolori che ad ogni passo mi fanno vedere le stelle. Chiaramente i tempi cominciano ad aumentare: il ritmo dei 5'40" lascia spazio ad un più comodo 5'55"/6'10" e i ristori cominciano a diventare la meta a cui aspirare per poter bere e rilassarsi qualche istante. Così arrivo al 35°, quando girandomi dietro le spalle, cerco di capire l'eventuale vicinanza dei palloncini dei 4'15", ma niente, sono ancora dietro. Allora comincio a ragionare e puntare su un obiettivo da raggiungere: quello finale dei 4'09". E' necessario stare sotto i 6'00" per tutti i km rimasti e stringendo i denti riesco in quella che in quel momento risulta essere una vera e propria impresa.

Arrivo al 38° Km e, stranamente, comincio a risentirmi meglio: i dolori sono quasi svaniti, la corsa più fluida, ma la stanchezza si sente e i tempi restano comunque sempre vicini ai 6' per chilometro. Per poter guadagnare qualche secondo, decido si saltare l'ultimo ristoro, anche se la gola secca mi chiede di dissetarla. Filo via dritto, senza neanche voltarmi verso i tavoli.
L'ultimo guizzo però me lo concedo dopo aver visto il cartello dell'ultimo chilometro: comincio una cavalcata che mi porterà a chiudere l'ultima frazione a 5'20" che risulterà essere il tempo più  veloce di tutta la gara; d'altra parte, gli ultimi 500 metri sono stati veramente emozionanti, con il pubblico ai lati ad incitare, il time che cercavo che diventava sempre più reale ed una felicità che mi riempiva il cuore. Corro veloce, non sento la stanchezza, non sento la pioggia e alzo le braccia già qualche decina di metri prima del traguardo; quando passando sul tappeto blu sento il bip, capisco che è veramente finita, anche Milano è conquistata!









venerdì 13 aprile 2012

In partenza per Milano

Domani parto alla volta di Milano. Piani fatti e sfasciati, si doveva andare con tutta la famiglia per fare una gitarella, invece le alterne vicende familiari mi vedono costretto a partire da solo in treno e tornare in fretta ed in furia domenica notte...

Sono un po' amareggiato perchè immaginavo un week end diverso, invece il meteo e altri fattori sono li pronti a rovinarlo, ed in parte ci sono già riusciti, ma la gara, quella spero proprio di riuscire a farla bene, arrivando al traguardo madido anche di pioggia, ma con il sorriso sulla bocca e se il time arriva bene, altrimenti ci saranno altre opportunità. Hasta la victoria, siempre!!

sabato 7 aprile 2012

Nell'olimpo

Con estrema gioia, posto sul mio blog il bellissimo disegno di the Yogi, che mi ha onorato di far parte di un gruppetto di sei runner, dove a dire il vero, mi sento un po' in imbarazzo, visto il calibro dei compagni.

Grazie Yogi!!


[albe, ginko, nino, ale, oldboy e marcoc]

lunedì 19 marzo 2012

Maratona di Roma: un PB gestito


Anche per quest’anno è fatta! La Maratona di Roma è alle spalle e i ricordi di questi fantastici giorni mi accompagneranno per ancora tanto tempo. Ma ad essere proprio sincero, questa volta non mi ha emozionato come la prima volta, e penso che sia anche normale tutto ciò. Sono stato più freddo e razionale, ho pilotato il mio personale, arrivando 4 minuti prima rispetto al time dello scorso anno e forse per questo non ho avuto lacrime e pelle d’oca per gran parte del percorso, ma, questo si uguale all’anno scorso, quando sulla salita che circonda il Colosseo le mie cuffiette hanno intonato Roma Capoccia, lì si è scatenato tutto l’insieme di emozioni che sono difficili da raccontare, ma che ogni maratoneta comprende benissimo…

Come sempre mi piace ricordare l’inizio di ogni maratona con l’inizio dell’allenamento a lei dedicato. Quindi questa volta parte a fine dicembre, quanto (non ricordo se il 27 o il 28), fra le campagne leccesi, mi sciroppavo un buon 26 Km, che mi lascio piuttosto soddisfatto.
Gennaio è passato alla grande, buoni allenamenti e un lunghissimo da 30 Km che preannunciava ottimi risultati. PB in ogni gara in cui mi iscrivevo (la 3 Comuni migliorata di ben 12 minuti rispetto all’anno prima) e record di chilometri corsi in un mese: 229.

Poi invece a febbraio due avvenimenti che hanno cambiato un po’ tutto: il primo la donazione di sangue che mi ha buttato a terra per tantissimi giorni e ha un po’ mandato all’aria i progetti. Ci sono volute diverse settimane per riuscire a coprire nuovamente distanze da lunghissimo. E poi quello che ha dato fastidio un po’ a tutti noi: la neve. Sono saltate gare chiave (leggi Giro del Lago di Bracciano), e ci ha impedito di correre per diversi giorni mandando ancora più all’aria i miei progetti già abbastanza messi male.

Ma è anche vero che questa volta, diversamente dalle due precedenti maratone, sono riuscito a fare i canonici 3 lunghissimi sopra i 30 Km, ma è anche vero che, a parte il primo, gli altri due sono stati lunghissimi anomali, che non mi hanno permesso di capire efficacemente come era il mio stato di forma (ad es. l’ultimo lunghissimo, corso durante la RomaOstia, con 6+7 Km prima e dopo)
Quindi mi accingevo a partire per la Maratona di Roma senza sapere bene che ritmo tenere. Avevo da ‘conservarmi’ per la Maratona di Milano, dove, essendo più piatta, dovrebbe essere più facile migliorare il tempo, ma volevo anche onorare questa bella maratona. Il nodo si è sciolto sabato sera al Cantinone con gli amici del Blog, davanti all’ennesima bottiglia di birra Menabrea, quando il Master Runner mi dice: Fai i primi 34 Km al ritmo che vuoi tenere alla Maratona di Milano e poi rallenta, così fai un buon lunghissimo e se arrivi abbastanza bene, puoi star certo che quel ritmo lo riesci a tenere a Milano. Mi sono subito innamorato di questa strategia, anche perché fra me pensavo che, riuscendo a tenere i 5’40” per tutto quel tempo, mi avrebbe dato modo di gestire al meglio il vantaggio per riuscire a fare comunque un PB. E così’ in effetti è stato, ma non è filato proprio tutto liscio…

La notte ho dormito poco e male; come sempre, il miglior sonno l’ho cominciato a fare l’ultima mezz’ora ma non mi è assolutamente pesato alzarmi. Arrivato al Circo Massimo, lascio subito il fardello delle borse e ci copriamo alla meno peggio. Io in particolare con la mantellina argento della Maratona di Roma dell’anno precedente. L’incontro con i Blogger e i Forumendoli è facile (sono entrambi nello stesso spazio) e molto piacevole. Faccio la spola tra un gruppo e l’altro per cercare di stare in più foto possibili.

Ad un certo orario ci incamminiamo per entrare nelle gabbie. L’attesa, passata seduto sul marciapiede per non sprecare neanche la minima forza, e poi si parte. Cominciare una maratona ha sempre un fascino particolare: sai bene di stare per cominciare un'impresa, la pelle d'oca è visibile. L’inizio è sempre molto caotico, passano svariati chilometri prima di riuscire ad avere un ritmo decente, ma cerco comunque sempre di non sprecare energie zigzagando tra i vari corridori.
Siamo ormai su via Ostiense e ad un certo punto mi sento dire da un tipo affianco a me: “volevo dirti che ti ho preso come lepre, hai un passo troppo bello e regolare e così se non ti dispiace cercherò di starti dietro, sai è la mia prima maratona…”. “Uau!!” penso fra me e me e dico al mio nuovo compagno che mi fa piacere correre in compagnia. Peccato però che già al primo ristoro ci perdiamo, provo più volte a girarmi dietro, ma non lo vedo; chissà come gli è andata la gara…

La gara procede. Il ritmo è abbastanza buono, tra i 5’30” e i 5’40”, e la corsa fluida e tranquilla. Certo, il tempo perso ai primi km inficia un po’ la media totale, ma chissenefrega… Mi godo tutti i flash che questa stupenda gara mi offre: la visione improvvisa del Cupolone in primis. La gara scorre via liscia come l’olio, affrontiamo la parte nuova del percorso che non mi lascia particolarmente entusiasta: mi sembra anonimo e pieno di curve ed in compenso non si guadagna nulla in fatto di salita e per non pensare alla corsa, mi lascio catturare dai partecipanti, le donne che corrono in reggiseno, l’uomoragno in calzamaglia che muore di caldo e la bella olandesina, rimanendo per un po' di tempo dietro alla macchina che girava il film sulla maratona, inquadrando uno dei partecipanti e fermandomi a tutti i ristori. Tutto questo fino al 32° Km, quando ad un certo punto, sul lungotevere, comincia a farmi male il quadricipite destro. “ca**o, no!!” La paura di farmi male e non poter correre per le prossime settimane mi inquieta non poco. Cerco comunque di correre, ma quasi saltello, fino ad un punto medico, dove mi faccio spruzzare un po’ di ghiaccio secco. Li per li il dolore svanisce e ricomincio a correre, le gambe stanno abbastanza bene, ma poco dopo ricomincia a farmi male il muscolo. E così prendo la decisione: cammino per qualche metro. Fermarmi a camminare non mi è piaciuto affatto, però è anche vero che dopo qualche decina di metri al passo, riuscivo nuovamente a correre senza il dolore alla gamba che mi lancinava ad ogni passo. Dopo un po' il dolore ha cominciato ad intaccare anche il collo del piede destro: penso che correndo in maniera disarmonica, mi abbia favorito questo nuovo problema.

E così ho cominciato a pianificare… Per ammazzare il tempo, calcolavo a quanto andare di media per riuscire a stare sotto le 4 ore e 22, in modo da permettermi di correre e camminare in modo da stare sotto questa soglia. Mi sarò fermato 2 o 3 altre volte, onestamente non ricordo, ma alla fine il dolore scemava e ricominciavo a correre più tranquillamente. Ultima sosta, al ristoro del 40°, bevo e cammino, i dolori sembrano quasi passati (o semplicemente non li sento) e alla fine via, verso il Colosseo a chiudere una gara pianificata, ma carica di sofferenza e tensione che è stata liberata all'ultimo chilometro all'ombra del Colosseo con in testa Roma Copoccia. Grazie di nuovo fantastica Maratona!!

sabato 17 marzo 2012

24 ore


Un mix di nervoso, tensione, gioia e paura pervadono il mio umore in questi momenti. Ormai ci siamo, mancano meno di 24 ore alla partenza. E' cominciato uno dei week end più intensi dell'anno e voglio godermelo tutto fino in fondo. Quindi un saluto a tutti e spero sono convinto che il prossimo post sarà carico di gioia ed entusiasmo!!!

lunedì 12 marzo 2012

Ci siamo, quasi....

Ultimi giorni, prima della Maratona di Roma. Ormai quel che è fatto è fatto, ma in realtà non è proprio vero. Ora è il riposo che va fatto, ed in questo caso c'è ancora molto da fare...

Oggi, come allenamento, uno degli ultimi, ho corso veramente poco, e abbastanza in tranquillità, con una leggera progressione nel finale, insomma un tipico allenamento da settimana di scarico. 

In realtà questi pochi chilometri corsi, sono dovuti, non tanto ad una tabella, ma ad una mia esigenza fisiologica e mentale: mi sento stanco, ed ho paura di non riuscire ad arrivare al 100% per domenica prossima. Così, mentre il mio collega si sciroppava il terzo giro del nostro mini circuito, io mi sono fermato stoicamente al secondo, stoppando i km del mio Garmin a poco più di 6. Dico stoicamente perché durante la corsa la stanchezza svanisce e riesco a correre abbastanza bene, anzi, più corro più mi sento meglio le gambe. Tuttavia voglio tirare un po' i remi in barca e vedere se questa sensazione (già provata comunque anche le altre volte) riesco a farla scemare, per arrivare pronto domenica al via.

Oggi ho cominciato lo scarico di carboidrati. Si, lo so che quasi sicuramente è un cavolata, che non serve a nulla e forse è anche contro producente, ma l'ho sempre fatto la settimana prima della maratona e mi serve per farmi sentire nell'atmosfera pre-gara. Poi da giovedì si comincia il carico (non esagerato) di carboidrati, che è la parte che decisamente preferisco. Per chiudere in bellezza sabato... al Cantinone!! 

venerdì 9 marzo 2012

Ricordi...

Oggi sono in vena di ricordi tristi, sarà forse la tensione per il 18 che comincia a crescere....


martedì 28 febbraio 2012

RomaOstia e oltre

Il programma previsto per domenica scorsa, era intenso e pensavo proprio di non portarlo a termine. Troppi impegni, troppe cose da fare, troppe persone coinvolte, ma poi alla fine tutto è filato liscio come l'olio, o quasi...

Di questa domenica sulla Cristoforo Colombo non dimenticherò mai la stanchezza delle gambe tra il 19° e la fine della RomaOstia. Ma andiamo con ordine. Innanzi tutto si parte con tutta la famiglia di buon mattino, ma arrivati all'EUR prendiamo due strade diverse, io con il mio amico Sandro subito a sgambettare per cominciare a mettere chilometri nelle gambe, la mia famiglia con quella di Sandro al centro sportivo Eschilo (zona Acilia) per una sessione speciale di ginnastica artistica delle figlie.

Cominciamo a correre fino all'ora fatidica in cui riesco, per il rotto della cuffia, a presenziare anche al BlogPoint. Peccato che già si stava andando via, ma è sempre un piacere vedere i prodi compagni di Blog! Una volta fatta la foto di rito e salutatici, ricomincio la mia corsa. Alla fine entrerò in gabbia con già circa 6 Km nelle gambe.

Una volta in griglia mi rendo conto che siamo veramente tanti nell'ultima onda, quella dei Tapascioni, dice lo speaker (ci tratta sempre male costui... l'anno scorso ci scambiò addirittura per quelli che correvano la 5Km, con tutto il rispetto per quest'ultimi). Comunque arriva l'ora  x e si parte. Io, da bravo Superman comincio a correre al lato strada superando come un ossesso (dicesi sborone e lo pagherò, ah se lo pagherò...), d'altra parte con un riscaldamento così prolungato le gambe erano nello stato ottimale per correre...

I primi chilometri scorrono via tranquilli, fino a trovare il muro dei pacer delle 2 ore. La folla era così zeppa che si faceva veramente fatica a superare. E li ho perso un bel po' di tempo, pazienza e forza, inutilmente.

Alla fine arriva la salita che te skiatta er core (ma poi è solo lunga, non tanto pendente) e la affronto accorciando il passo, ma vedo che il ritmo cresce un po' più di quello che mi aspettavo, ad un certo punto comincio anche ad avere un giramento di testa, lieve, molto lieve, ma sinceramente mi preoccupa un poco. Sarà stato il sudore freddo sul capoccione pelato, fatto sta che è stata una sensazione che mi è rimasta. Ho subito rallentato e ho posto attenzione sulle sensazioni che sentivo. Dopo qualche secondo però (devo dire piuttosto lungo) è sparito ed ho continuato, ma a latere, il pensiero è rimasto.

Comunque ormai i chilometri cominciavano ad essere abbastanza, siamo vicino al 16° Km, comincio ad avvertire la stanchezza, mentalmente faccio un facile calcolo 16 + 6 = 22: ca22o, se non avessi corsi i primi 6 Km (o se non avessi tirato i restanti 16)...

Dal 18° in poi, la stanchezza aumenta e quindi in previsione dell'ulteriore staffetta che  rimaneva, tiro i remi in barca. Fra un chilometro e l'altro incontro anche MaxRunner, un veloce saluto, anche lui stanco, dice, ma lui ha un altro passo e tira avanti. All'arrivo più che essere felice (1:58, che vuoi essere felice...) tiro un sospiro di sollievo: è finita.

Faccio in tempo a cambiarmi velocemente la maglietta e a mettermi lo zainetto in spalle che il mio amico Sandro già mi aspetta al punto prestabilito, così si riparte verso Acilia. Altri 7 Km, ma di corsa molto lenta (ero veramente cotto) e quindi alla fine i km saranno quasi 34.


Ricongiunte le famiglie, una veloce sciacqquata nei bagni della palestra e poi via verso Montalto di Castro (altri 150 Km x 2), dove mia figlia con la sua squadra, vinceranno la coppa (in extremis, visto che sono arrivate quinte e premiavano fino alla quinta), facendo ritrovare al suo papà quell'orgoglio che un po' aveva perso nelle sue corse della mattina.

Oggi però già a far lavori... 4000x3000x2000x1000, in tutto quasi 14 Km a RM.




martedì 21 febbraio 2012

La quadratura del cerchio

Un po' disperato, ieri avevo perso ogni speranza di riuscire a fare un altro lungo domenica prossima, sfruttando la scia della RomaOstia. Oggi invece, mi si è accesa una lampadina e come d'incanto il quadrato è diventato cerchio...

Gli impegni della mia famiglia per domenica prossima sono tantissimi:
  • Io: RomaOstia
  • Io: 10 Km dopo la RomaOstia
  • Valentina: ore 9.00 allenamento speciale di ginnastica artistica in Via Eschilo
  • Valentina: ore 17.00 gara di ginnastica artistica a Montalto di Castro
Basta?
Ognuna di queste attività è importantissima. Le prime due non c'è bisogno che ve le spieghi, la terza è un tipo di allenamento particolare con un allenatore della nazionale (per questi allenamenti sono state scelte solo due atlete della squadra, dite che posso far saltare un evento del genere a mia figlia?). Il quarto è una gara e quindi anche questa è molto importante.

Alla fine questo è stato il mio parto: si parte tutti in macchina (siamo due famiglie, quindi due macchine, in cui entrambi i padri fanno la RomaOstia e hanno bisogno di correre il lungo), i padri vengono depositati nei pressi dell'EUR, mentre le mogli con la prole proseguono verso la palestra di ginnastica artistica, in via Eschilo.

I papà, per non annoiarsi, visto che si dovrà partire molto presto, dato che chiudono la Colombo per la gara, cominciano a trotterellare un po' (diciamo 4-5 Km) per riscaldamento.

Si parte con la gara, corsa rispettando l'evento... e si giunge all'arrivo. Una volta intascata la medaglia e bevuto un po' d'acqua, si riparte verso Via Eschilo che, putacaso, dista circa 8 Km da Ostia, ci si ricongiunge con la famiglia (l'allenamento finisce per le 13.00 e noi speriamo di esserci..) e quindi possiamo poi partire per Montalto di Castro, ma a questo punto (spero), il mio animo dovrebbe essere talmente leggero da sopportare ogni strapazzo.

Quindi 5+21+8 = 34 che potrebbe bastare (ed avanzare). 

PS: Oggi ho ripetuto l'allenamento su 5x2000, fallito parzialmente la settimana scorsa, e questa volta è andato una bomba: "I'm so glad...." cantavano i Deep Purple.

 


 
 

 

domenica 19 febbraio 2012

Metti un lunghissimo al Tecnopolo di Tiburtina

Un nuovo lungo lo abbiamo portato a casa, 32 Km corsi con un amico all'interno del Tecnopolo di Tiburtina. La fatica è stata premiata, ma dire che sono soddisfatto appieno di questo allenamento non sarebbe del tutto corretto...

In sintesi i numeri sono questi 31,800 Km ad una media di 5'58". Potrei essere soddisfatto della lunghezza dell'allenamento (32 Km sono sempre un lunghissimo rispettabile), molto meno soddisfatto della media (il Giro di Bracciano dell'anno scorso lo feci ad una media migliore), ma quello che non mi va giù, invece, è la dinamica dell'allenamento. Fino al 20° Km tutto abbastanza bene, anche la media si aggirava di poco sotto i 5'50", come da tabella.

Dopo il 20° cominciamo ad accusare un po' di stanchezza, facciamo una piccola sosta 'fontanella' poco prima del 23° chilometro (oltre a quelle standard ogni 5 chilometri). Ma è dal 25° che la situazione si fa più critica. Il mio amico, reduce la settimana prima da un altro lunghissimo di 30 Km, forse non aveva recuperato appieno e decide di fermarsi per qualche minuto. Io continuo, ma sento la fatica e non riesco più ad avere il passo tranquillo di prima.

I chilometri si ripetono tutti sopra i 6' per Km, ma soprattutto ritorno a sentire la stanchezza che da un paio di settimane mi assale durante gli allenamenti. Però insisto, non voglio mollare e riesco ad arrivare al 30° Km, ma qui mi dico che farne almeno un altro paio avrebbe dato un senso a tutta questa agonia e via altri due chilometri in saccoccia, prima di chiudere vicino alla mia macchina.

Considerando l'altro lungo fatto a gennaio, in cui chiusi i 28 Km (più due di riscaldamento) ancora pimpante e con una media di 5'40", devo dire che sono decisamente deluso. Avrei voglia ora di consolidare questo lungo facendone un altro subito dopo la RomaOstia, ma non so se recupero in tempo. D'altra parte non posso neanche fare un altro lunghissimo a marzo, troppo a ridosso della Maratona. Alla fine, considerando che a metà aprile ho la Maratona di Milano che mi aspetta, posso anche pensare di godermi quella di Roma, correndola come ultimo lunghissimo e cercare di migliorare il tempo in quella di Milano. Cosa ne pensate?

lunedì 13 febbraio 2012

Bentornate gambette mie

Dopo l'ultima donazione di sangue, fatta ormai due settimane fa, le mie gambe non ne volevano proprio sapere di correre, come già detto in vari post. Sabato, ma definitivamente domenica ed oggi, invece, le mie gambe hanno dato segni positivi. Sono tornate e sono pronte a caricare nuovamente...




Tutto è ricominciato sabato mattina. Il sottile strato di neve rimasta mi ha solleticato la voglia e per testare le mie gambe ne ho approfittato per fare un giro intero della mia Torraccia (poco più di 5 Km), ancora non sapendo bene cosa avrei fatto domenica (Ostia, Caracalla, i gruppi che si formavano erano tanti). Le gambe hanno ben risposto e io mi sono anche divertito a spiaccicare la poca neve rimasta.

Il pomeriggio, poi, ha nevicato come orami sappiamo ed i progetti sono andati tutti in fumo: meglio così, mi sono detto: domani testerò nuovamemente le gambe, con una 20a di Km. E così è stato, in alcuni punti rischiando di simulare la caduta del nostro 'Testadura' Yogi, ma a me è andata meglio dal punto di vista dei traumi, peggio da quello dei Km (20, appunto). Sono tornato comunque a casa raggiante: avevo nuovamente ritrovato le mie gambette e potevo di nuovo correre e prepararmi per le mie gare (fiuuuuu, anche se 2 settimane di quasi relax si faranno sentire tutte....). Uno degli aspetti positivi di questa corsa sono gli ultimi 4 Km, i più veloci di tutta l'allenamento 



Oggi, come sempre in pausa pranzo, volevo scaricare un po': 8 Km per poi caricare domani. Con il mio fido compagno di corse, e mio consigliere personale, invece ci incamminiamo in un quasi 13 Km, frammisto di varie salite, che ancora di più mi lasciano un buon sapore in bocca!!!

Ma domani, non ci non Santi, gli 8 Km di scarico non me li toglie nessuno, ho anche pochissimo tempo per correre...


sabato 11 febbraio 2012

Depression... Yogi, mi sa che rimango at home...

A quasi due settimane dalla donazione di sangue, ancora non ci siamo. Bracciano è stata annullata (a questo punto meno male) ed io non riesco a correre più id 10 Km. Avrei voluto sostituire il lungo di Bracciano con il lungo di Ostia (su gentile invito del grande Yogi), ma non mi sento le gambe. Ho sperato fino alla fine, ma a questo punto rimanderò il lunghissimo a domenica prossima.

Oggi proverò nuovamente a fare una corsa per sondare la consistenza delle mie gambette e prenderò la decisione definitiva. In alternativa pensavo per domenica prossima di correre al Collatino, partendo da casa di corsa (dista più o meno 10 Km) e tornando nel medesimo modo, in tutto farei così i miei 34 Km. 

E pensare che quest'anno la preparazione andava una favola...

@Yogi - Com'è l'organizzazione ostiense per domani? Magari potrei fare solo una quota parte...

lunedì 6 febbraio 2012

Dura ripartenza

Martedì scorso sono stato all'Adspem, a donare un po' del mio sangue. Era l'unica finestra utile in cui non erano previste ne gare ne pesanti lunghissimi. Solo che oggi, a quasi una settimana di distanza, sono riuscito finalmente a fare un allenamento decente ma... 14 chilometri di pura sofferenza....

In realtà il primo allenamento l'ho fatto giovedì scorso, dopo due giorni, ma le gambe erano veramente ferme. Correvo molto lentamente (più del solito insomma) e alla fine ho portato a casa 8 Km, con l'intenzione di intensificarli i giorni successivi. Solo che venerdì è successo quello che è successo (un'avventura indimenticabile sul raccordo sotto la famosa nevicata), sabato e domenica a 'gestire' la neve e oggi finalmente sono ripartito. 

La cosa positiva di questo allenamento è che alla fine della corsa mi sentivo quasi meglio di quando ero partito. Insomma, stanchetto, ma non morto, mentre i primi chilometri sono stati veramente duri. Speriamo che nei prossimi allenamenti dei prossimi giorni, possa ritornare ai miei standard, in modo che domenica, al Lago di Bracciano, possa fare una gara decente.

A proposito di gare, non ho ancora avuto tempo/voglia di raccontare la mia 3 Comuni, ma ho seguito i consigli di qualcuno di voi e, invece di andare a 5'40", sono andato a sensazione. Ho chiuso con una media di 5'26" (real time TDS che a mio avviso è falsato dalla lunghezza inesatta del percorso) che mi ha dato non poche soddisfazioni.


martedì 24 gennaio 2012

Corsa di Miguel, con ritorno a casa di corsa - Capitolo secondo

Sta ormai diventando consuetudine. Costruire il primo lunghissimo per la Maratona di Roma a partire dalla Gara di Miguel. L'ho fatto per la prima volta l'anno scorso e l'ho ripetuto volentieri quest'anno. La compagnia, ormai consolidata, è quella dell'anno scorso: Antonella, l'amica del RunningForum, e come piccola variazione rispetto all'anno scorso, il giro in Piazza del Popolo e su, fino al Pincio: non ha prezzo...


Quest'anno è andata anche decisamente meglio rispetto all'anno scorso. Vedendo gli annali su Sport Tracks, leggo 27,77 km in 2:53:02, passo 6:14. Lo scorso anno partivo da ua situazione più critica: corsa più lunga fatta era di 21 Km e poi, onestamente, la forma era decisamente inferiore.


Quest'anno invece ho registrato 28,12 km in 2:39:43 al passo di 5:41, e alla fine ero anche più fresco rispetto all'anno scorso. E chi se lo aspettava... Sono contento sia per aver messo in cascina il primo lunghissimo per Roma, sia per la media. Riuscissi a tenerla per tutta la Gara, sarei felicissimo, ma lo vedremo...

La gara in se (quella di Miguel) l'ho vissuta quasi da spettatore, correvo insieme agli altri quasi 5000, ma non mi sono mai sentito in vera competizione. Solo verso l'ultimo chilometro, abbiamo un po' allungato, chiudendolo in 5'14" che risulterà (giustamente) essere anche il chilometro più veloce. 



La cornice molto bella, i chilometri, a dispetto di quello che dicevano gli organizzatori, sempre qualcosa in più dei 10 indicati e Ponte Milvio sempre molto suggestivo. All'arrivo un'arancia gentilmente offerta dall'organizzazione e via in verso contrario agli altri che arrivavano. Simpatico incitare chi ancora deve tagliare il traguardo, e ce n'erano ancora tanti. Una volta attraversato il nuovo ponte di ferro, abbiamo poi tagliato un po' tutta Roma, per arrivare a destianazione, stanchi, ma molto felici.


Ora tocca alla Tre Comuni, corsa l'anno scorso con una media reverenziale di 6'15". Quest'anno conosco ciò che mi aspetta e quindi potrei morderla più arditamente e io sarei strafelice se riuscissi a chiuderla a (quello che spero riuscirà ad essere il mio) ritmo maratona (5'40", appunto).


mercoledì 18 gennaio 2012

Prove di duathlon

Approfittando della giornata passata a casa, ho dedicato la mattinata allo sport. Ore 10.00 bici da corsa (il freddo era gelido stamattina ed insieme al mio amico Pino abbiamo ritardato un po' l'uscita). Tornato a casa, cambiato le scarpe e tolto la giacca calda da ciclista, sono uscito in strada per farmi una corsa...

Avanzavo due giorni di ferie dal lavoro, due giorni che dovevo prendere a dicembre e che ho spostato a gennaio, per via del super lavoro fatto il mese scorso. Così mi sono organizzato ed oggi sono rimasto a casa. Con una famiglia, solitamente i giorni di ferie si prendono per fare dei servizi, oggi invece non avevo proprio nulla da fare ne qualcuno da accompagnare e così ho dedicato la mattinata a me stesso.

L'appuntamento era inizialmente alle 9.00, ma il freddo degli ultimi giorni e stamattina anche la mancanza di sole ci hanno fatto un po' desistere. Per un po' ho anche pensato di rimanermene a casa, poi, intorno alle 9.30 sono andato da Pino. Alle 10.00 eravamo per strada. Il freddo intenso, ma non eccessivo, si poteva fa'...

Per evitare il traffico, prendiamo Via della Cesarina, una via piuttosto isolata, caratterizzata dalla bella riserva della Marcelliana. Una strada molto ondulata con qualche salita piuttosto impegnativa (specie per me, alle prime armi). Ho qualche problema al cambio, mi si inceppa ed in particolare, al ritorno non riuscirò più a mettere le marce più lente, costringendomi alle salite con cambi non completamente vantaggiosi.




Era orami più di un mese che non uscivamo più, anche perchè ormai le domeniche sono quasi tutte occupate dalle gare, ma avevo voglia di farmi un giro e poi, soprattutto, avevo comprato ai saldi di Dechatlon una nuova giacca invernale per bdc che dovevo assolutamente provare. Le gambe hanno risposto abbastanza bene, anche se poi, per via di alcuni impegni del mio compagno di corsa, abbiamo leggermente accorciato il giro che dai soliti 42, sono diventati poco più di 33.

Tornato a casa, con gambe ancora belle pimpanti, decido di uscire a correre. Erano da poco passate le 12.00, il pranzo solo da scaldare e così via per altri 8 Km fatti in scioltezza, senza alcun obiettivo, solo per correre. A dire il vero, i primi km sono piuttosto impegnativi, li soffro abbastanza, poi i muscoli si scaldano (anche se erano dalle 10.00 che pedalavano..) e allora è andata abbastanza meglio. Alla fine ho chiuso gli ultimi chilometri in leggera progressione.


Certo, però, che il duathlon non si improvvisa... non è certo una mattinata di sport a renderti abile per questa disciplina, ce ne vuole, altrochè...

domenica 15 gennaio 2012

Trofeo Lidense 2012 - Una corsa nel verde

Se non erro, la Lidense è l'unica gara che ho corso per tutte le edizioni, dal 2010, quindi da quando corro. E' una bella gara, gran parte della quale corsa tutta nel parco di Castelfusano, a respirare aria pulita. Quest'anno è andata bene ed ho portato a casa i 15 Km in poco più di 1h17', riuscendo a limare quasi 10 minuti rispetto alla mia prima edizione, e facendo quasi lo stesso tempo dell'anno scorso, che era stata ridotta a 14 Km, causa lavori pubblici. Un buon risultato, anche se chiaramente non mi accontento...

L'arrivo ad Ostia è per tempo. Parcheggio l'auto sul lungomare a due passi dalla partenza e subito ci dirigiamo con Max a ritirare i pettorali. Questa volta abbiamo fatto l'iscrizione di squadra (3 podisti), come quelle serie!! E quindi scegliamo la fila più corta per fortuna, peccato però che li ci dicono che fino a tre iscritti, bisognava comunque ritirare i pettorali alla fila dei singoli... aridanghede... e li la fila era decisamente più lunga. Insomma, facciamo a malapena in tempo a ritirare il pettorale che subito torniamo alla macchina per cambiarci, sicuro di non incrociare nessun blogger, ne tanto meno il cappellino verde che mi aveva promesso un caffè. Ed invece eccoli, lì, tutti e tre insieme (sicuramente già caffettati) e qui scatta automatica una foto ricordo!! Come sempre, anche se fugace, è stato un piacevole incontro, con Yogi, che ormai ritrovo ovunque con il suo inconfondibile cappellino verde, e dopo tanto tempo, anche Franco e Marco Bucci!!!



Dopo un rapido saluto (il caffè sarà per la prossima), subito a cambiarci per fare un brevissimo riscaldamento e si parte!! C'è tantissima gente, quest'anno gli organizzatori hanno fatto il pienone. Si parte sul lungomare, un chilometro circa vicino al Tirreno, cercando di non rallentare troppo la corsa. Il primo chilometro risulterà il più lento, chiuso a 5'26".





La prima parte della gara, comunque, la soffro discretamente. I tibiali cominciano a farmi male verso il 3° chilometro. Lo scarso riscaldamento mi ha fregato anche questa volta. Alla fine vedo come un miraggio il primo ristoro: ne approfitto per fare qualche metro al passo, mentre bevo un po' d'acqua. La sosta mi fa decisamente bene e comincio ad aumentare un po' il ritmo. Passo da un ritmo a 5'15" fino a 5'10", ma soprattutto, come mi aspettavo, sparisce il dolore al tibiale. Questo ritmo mi va benissimo, in previsione dei prossimi allenamenti che mi aspettano.
La corsa corre via benissimo, la prima parte, più critica, è ormai passata e le gambe le sento molto più sveglie. Dopo anche il secondo ristoro, decido di accelerare un po' andando in progressione, fino ad chiudere l'ultimo chilometro come il più veloce, a 5'02". Soddisfatto in tutto, soprattutto per il finale, dove incontro Janco che defatica al contrario (Giancarlo.. non avevo proprio il fiato di salutarti...), bello il fatto che lo speaker chiami tutti gli arrivati per nome e sento poco dopo l'arrivo il nome di Yogi, mi giro ed ecco il solito cappellino, riusciamo così a salutarci nuovamente e poi, dulcis in fundo, una stretta di mano con Giorgio Calcaterra, mi fa molto piacere.

sabato 7 gennaio 2012

Corri per la Befana 2012


La prima classica romana dell'anno: Corri per la Befana. Si corre in parte nel Parco degli Acquedotti con ambientazione molto suggestiva per chi, come me, corre nelle retrovie nel vedere il serpentone multicolore di noi podisti che si articola nei sentieri, ieri, a dire la verità, un po' impantanati...

Quest'anno pur stando a Roma avevo deciso di saltarla, per restare un po' in famiglia e quindi mi ero allenato tutti i giorni a partire da martedì. Giovedì nel pomeriggio, invece, mi sento con il mio amico Massimo 'the President' e alla fine mi faccio convincere (non c'è voluto molto) ad andare con lui ed un altro manipolo di affiliati alla mia A.S. a correre la prima gara del 2012.

In realtà ero stanco e anche la notte, passata non molto serenamente, non era riuscita a farmi recuperare pienamente.

Arrivati a Tuscolana, il solito rito del parcheggio introvabile e via a cambiarci per la foto di gruppo, grazie all'IPhone di Remo.



La gente è sempre tanta in queste manifestazioni e la partenza è la solita bolgia... Parto insieme al mio amico Ennio con l'obiettivo di stare sotto i 50', ma in cuor mio so che sarà dura oggi, ma voglio provarci lo stesso. I primi chilometri passano tranquillamente. Incontro un sacco di gente che in questi due anni abbondanti di running ho imparato a conoscere in tutte le gare fatte. La compagnia di Ennio mi aiuta non poco con le sue chiacchiere ed il suo passo. Passiamo da Cinecittà, Capannelle e l'Appia, con un ritmo intorno ai 5' al Km che riesco a tenere con una tranquillità oramai acquisita (qualche mese fa impensabile). Ma dal 7 km, le gambe, accompagnate dalla testa, cominciano a dar sintomi di stanchezza. Dico al compagno di andare, perchè non volevo zavorrare la sua corsa (riuscirà a chiudere in 48' e spiccioli, soddisfatto) e comincio a tirare in barca i remi.


Sicuramente la mente ha giocato un brutto scherzo, tutto sommato ancora appagata dal risultato della Best Woman e dalla scusa degli allenamenti consecutivi, ma comunque le gambe facevano veramente male e per tante volte ho quasi pensato di abbandonare, facendo qualche tratto al passo. Gli ultimi chilometri sono decisamente deludenti: quando tutti cominciano ad allungare, io freno e mi sorpassano in tanti (ho anche intravisto il cappellino verde di Yogi davanti a me ad un certo punto nel parco).

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Chiudo in 50'30", che razionalizzato a mente fredda, tutto sommato non è un risultato che mi va strettissimo, visto che meno di due mesi fa corsi la Corriamo al Tiburtino 2 secondi più veloce e per me fu allora un risultato eccezionale; ma l'amaro in bocca mi rimane, se solo avessi riposato un giorno in più...


mercoledì 4 gennaio 2012

Un allenamento... insolito.... ma allenante?

 Oggi, causa compagnia di corsa più lenta, ho fatto un allenamento massacrante. Ho corso 12 Km ad un ritmo medio di 6'40" per km (non miglia... Km...), con delle punte in cui il ritmo medio era di 7'. Correre così lentamente è per me molto più faticoso che correre al mio ritmo e per questo, alla fine, quando durante gli ultimi chilometri abbiamo accelerato un po', le mie gambe hanno ringraziato, ma ormai erano completamente imballate... 


Un dubbio mi sorge spontaneo.. ma questi allenamenti, sono allenanti? In fondo, correre sotto sforzo (per me correre così lentamente è appunto uno sforzo) è comunque una forma di allenamento. O no?