Dopo Colonna, un'altra bella gara tecnica/impegnativa. Rocca di Papa, ai Castelli, in mezzo ai castagneti. Particolarità di questa giornata, la presenza delle famiglie e a fine gara, tutti a magiare in un localino nei paraggi: bella giornata...
E' vero che prima o poi il freddo doveva arrivare, ma proprio stamattina, con una gara in cima ai monti dei castelli... che bella fortuna!! Ci saranno al massimo 4° stamattina ed io non ho neanche pensato di mettere in borsa una maglia a maniche lunghe: ottimo.
Comunque era la prima volta che venivo a Rocca di Papa: è un bel paesino, il centro storico è molto bello, arroccato sulla vetta di una montagna, dal quale si vede una gran bella visuale, fra tutta Roma e il lago di Albano!!
Per cercare di smorzare il freddo, comunque, alla fine basta un buon riscaldamento per potermi sentire decisamente meglio ed in fin dei conti, alla fine la manica corta risulterà la scelta migliore. Dopo il rituale liberamento della vescica, ci portiamo tutti e quattro nel gruppone dei partecipanti e qui, fra odore di canfora e sudore, il caldo aumenta, stando uno vicino all'altro. Per fortuna, ci posizioniamo nel gruppo allo scadere del tempo limite e subito si parte!
La partenza è in salita (niente di peggio per troncare le gambe), ma per fortuna la grossa calca e le strette strade non permettono ritmi veloci, quindi riesco ad entrare nel ritmo gara con relativa tranquillità. Intanto dopo pochi chilometri, si entra nel bosco, carico di umidità che mi appanna completamente le lenti degli occhiali e dovendo star particolarmente attento al fondo, scivoloso, in discesa e pieno di sassi sporgenti dalla terra, rischio più volte di scivolare o di prendere una storta, ma per fortuna e per mia tranquillità rallento quanto possibile e cerco di non farmi male. Certo che in questo modo, correndo in discesa sempre contratto, faccio il doppio della fatica e saluterò l'uscita dal bosco con gran felicità, anche se passandoci in mezzo, mi riprometto di ritornarci, ma per fare una passeggiata, magari per raccogliere qualche castagna!
Una volta tornati sull'asfalto, si parte con la lunga salita, le gambe stravolte dalla discesa, rispondono comunque abbastanza bene e riesco a superare anche parecchia gente, che a tratti cammina. La salita riporta la gara in paese, siamo ormai intorno al 7° chilometro, ma le gambe rispondono sempre meglio ed io accelero cercando di portare a casa un risultato discreto.
Con l'aumentare della velocità, riesco anche a far passare più velocemente i chilometri e in poco tempo mi ritrovo sull'ultima bella salita che porta sotto il gonfiabile dell'arrivo. Passo il traguardo decisamente contento, non tanto del time (con questo percorso non ho voluto fare di meglio), ma dalla consapevolezza di aver fatto un ottimo allenamento.
Dopo la gara, ci riuniamo con le famiglie, che nel frattempo ci hanno raggiunto, in tempo per prenderci un buon saccoccio di castagne bollenti, ottime con la giornata fredda di oggi. La fame si comincia a far sentire e allora si va a mangiare tutti insieme, per chiudere in bellezza la giornata!! A parte il conto al ristorante, tutto il resto è davvero da incorniciare.
domenica 28 ottobre 2012
domenica 30 settembre 2012
Colonna 2012 - Il ritorno
Era da Aprile che non indossavo un pettorale e devo dire che la cosa mi cominciava a stare stretta. Sono tornato oggi, in una domenica di fine settembre, umida come poche, a Colonna...
I preparativi sono un po' impacciati, come da novellino: ormai ho perso l'automatismo tipico di chi ogni domenica si fa la garetta. Stamattina mi alzo e non avevo nulla di preparato. Come al solito arrivo leggermente in ritardo all'appuntamento con i compagni di squadra, ma si parte alla volta di Colonna.
Il mattino è già caldo e umido, ma le nuvole impediscono per il momento l'uscita del sole (meglio così...). Arrivati a destinazione, è il solito gira e rigira per trovare il parcheggio, e alla fino lo troviamo nello stesso identico posto dove parcheggiammo due anni fa, alla mia prima, e fino ad oggi unica, Colonna. Facciamo il solito giro pregara e poi via a cambiarci per il riascaldamento.
Cominciamo a correre tranquilli, in mezzo ad altri 1500 partecipanti; siamo tanti, ma, mi dicono, qualcuno in meno rispetto alle edizioni precedenti. Vi assicuro comunque, che anche con questi numeri, correre tra le viuzze in mezzo alle vigne non è stato semplice, specie nei primi chilometri, dove è più facile trovare qualcuno che non va alla tua velocità e che fa da tappo. Per la cronaca, la corsa è distribuita su due giri quasi identici, di circa 5 Km.
Durante il riscaldamento, mi perdo con il miei amici, ma fortuna vuole che ti incrocio Yogi e si fa la parte finale del riscaldamento insieme e anche la prima parte, stretti come sardine. Si parte tranquilli, anche perchè tra salitone iniziale e fiumana di gente, c'è poco da andar veloce se, come noi, sei in coda al gruppone.
Il traffico umano mi fa perdere il contatto con Yo', ma lo tengo d'occhio fino alla fine del primo giro, quando al ristoro mi fermo, bagnato di sudore, a bere un goccio d'acqua. Riparto per il secondo giro, cercando di non forzare molto sul salitone iniziale, per cercare di dare poi tutto alla fine.
La parte finale è abbastanza tranquilla: questa volta non mi sono fatto ingannare dalla visione del gonfiabile dell'arrivo, quando a meno da 10 metri da questo, il percorso devia negli isolati limitrofi e compie quasi un altro km che l'altra volta mi fece morire :)
Arrivo con sprint, con tempo reale di 52:32, che sicuramente non è il massimo, ma considerando che è il mio ritorno dopo 5 mesi di assenza, ci può stare. Da qui cercherò di migliorare in ottica mezza di Fiumicino!
martedì 7 agosto 2012
Update
E' tanto che non aggiorno il mio diario e di cose da dire ce ne sarebbero, a partire dalla mia metamorfosi sportiva; ma è da un po' che preferisco stare alla finestra e leggere piuttosto che scrivere, senza esserci un vero motivo.
Ma un aggiornamento è d'obbligo nel mio blog, visto che oramai, quella che era nata come attività di cross training, sta diventando sempre più una passione (la metamorfosi). Ebbene si, andare in bici mi sta piacendo sempre di più, tanto che, rimasto a piedi (anzi in mountain bike), dopo che l'amico che mi prestava il suo muletto l'aveva venduto, ho comprato finalmente la mia prima bici da corsa.
E' un modello 'entry level', anzi proprio il primo che si incontra, ma il pomeriggio non vedo l'ora di tornare da lavoro, per salire sulla mia bici e fare un giretto. Dove mi porterà questa nuova passione non lo so, quello che so è che ora sto andando di bigiornaliero alla grande, cercando di correre per quel che è possibile, con il caldo che fa, all'ora di pranzo, e filando come un missile (vabbe', si fa per dire) in serata.
Settimana scorsa fra bici e corsa ho percorso 258 Km, una marea, anche se di corsa a piedi sono veramente pochi. Infatti, se per la bici si vedono miglioramenti costanti, per la corsa devo registrare una battuta di arresto, non tanto nel numero di sedute mensili, perchè tutto sommato esco quasi tutti i giorni durante il lavoro, ma nel numero di chilometri percorsi. Questo è facilmente spiegato dal fatto che, come dicevo prima, correndo in pausa pranzo, con i 36-37 ° non si riesce mai a fare più di 8 Km per uscita, corsi poi a velocità da bradipo. Unico episodio che mi fa sperare che a settembre possa cambiare musica è l'uscita fatta sabato scorso, finalmente di pomeriggio, dove le medie si sono avvicinate ai miei soliti standard.
Fra qualche giorno partirò in vacanza e lì non so cosa riuscirò a fare, ma questa è un'altra storia...
Ma un aggiornamento è d'obbligo nel mio blog, visto che oramai, quella che era nata come attività di cross training, sta diventando sempre più una passione (la metamorfosi). Ebbene si, andare in bici mi sta piacendo sempre di più, tanto che, rimasto a piedi (anzi in mountain bike), dopo che l'amico che mi prestava il suo muletto l'aveva venduto, ho comprato finalmente la mia prima bici da corsa.
E' un modello 'entry level', anzi proprio il primo che si incontra, ma il pomeriggio non vedo l'ora di tornare da lavoro, per salire sulla mia bici e fare un giretto. Dove mi porterà questa nuova passione non lo so, quello che so è che ora sto andando di bigiornaliero alla grande, cercando di correre per quel che è possibile, con il caldo che fa, all'ora di pranzo, e filando come un missile (vabbe', si fa per dire) in serata.
Settimana scorsa fra bici e corsa ho percorso 258 Km, una marea, anche se di corsa a piedi sono veramente pochi. Infatti, se per la bici si vedono miglioramenti costanti, per la corsa devo registrare una battuta di arresto, non tanto nel numero di sedute mensili, perchè tutto sommato esco quasi tutti i giorni durante il lavoro, ma nel numero di chilometri percorsi. Questo è facilmente spiegato dal fatto che, come dicevo prima, correndo in pausa pranzo, con i 36-37 ° non si riesce mai a fare più di 8 Km per uscita, corsi poi a velocità da bradipo. Unico episodio che mi fa sperare che a settembre possa cambiare musica è l'uscita fatta sabato scorso, finalmente di pomeriggio, dove le medie si sono avvicinate ai miei soliti standard.
Fra qualche giorno partirò in vacanza e lì non so cosa riuscirò a fare, ma questa è un'altra storia...
lunedì 9 luglio 2012
I Blogtrotter al Lago di Albano
Ci voleva un raduno dei Blogtrotter, al Lago di Albano, per far
risvegliare dal dolce letargo il mio Blog, ma vi assicuro che ne è valsa
la pena...
L'evento è organizzato dall'impareggiabile Yogi, che tra mail e post, ha spammato non poco per riuscire a metterci tutti d'accordo.
L'appuntamento è appena fuori dal famoso tunnel del Lago, dove io ci arrivo con tutta la mia famigliola, in perfetto anticipo. Solo dopo 10 minuti e varie richieste dei miei figli, mi accorgo che a 50 metri si era già formato un gruppetto di Blogtrotter che già chiacchieravano.
Aspettiamo il resto della truppa (alla fine risulterò solo io con zavorra familiare al seguito, ma sono contento di averli portati), e partiamo per direzione "Da Agnese", una caratteristica fraschetta di fronte al lago. Lascio li la famiglia (effettivamente dal punto di vista della costa... forse un posticino più accogliente si poteva scegliere), e via tutti di corsa, intorno al lago.
Partiamo tutti compatti, ma ben presto la selezione naturale crea vari gruppetti. Il giro comunque è spettacolare (lo avevo già fatto un'altra volta e mi era piaciuto molto, ma in compagnia è comunque tutta un'altra cosa). Si suda molto per il gran caldo, anche se buona parte del tracciato è all'ombra. Bisogna far attenzione solo a certi punti, in cui la strada diventa decisamente inagevole e i sassi sporgono dal terreno, per il resto è un gran bell'allenamento.
Chiudiamo poco sopra i 50', stanchetti, ma pronti per il bagno. Ci immergiamo tutti (o quasi, vero Francoscr?) in una brodaglia calda. I triatleti danno sfoggio del loro stile libero, nuotando verso il centro del lago, ma oramai la fame comincia a farsi sentire ed allora c'è Agnese che ci pensa. E così tutti intorno al tavolo, cominciamo le danze: antipasti a base di porchetta, salumi, melanzane ecc. ecc che già quelli bastavano, poi un buon primo, degno di una fraschetta e per concludere, una freschissima fetta di anguria (per reintegrare i sali persi con la corsa).
Il caffè è il preambolo al saluto finale. Grazie ragazzi, ho passato con voi una bellissima giornata.
PS: Vi salutano anche tutta la mia famiglia ;)
L'evento è organizzato dall'impareggiabile Yogi, che tra mail e post, ha spammato non poco per riuscire a metterci tutti d'accordo.
L'appuntamento è appena fuori dal famoso tunnel del Lago, dove io ci arrivo con tutta la mia famigliola, in perfetto anticipo. Solo dopo 10 minuti e varie richieste dei miei figli, mi accorgo che a 50 metri si era già formato un gruppetto di Blogtrotter che già chiacchieravano.
Aspettiamo il resto della truppa (alla fine risulterò solo io con zavorra familiare al seguito, ma sono contento di averli portati), e partiamo per direzione "Da Agnese", una caratteristica fraschetta di fronte al lago. Lascio li la famiglia (effettivamente dal punto di vista della costa... forse un posticino più accogliente si poteva scegliere), e via tutti di corsa, intorno al lago.
Partiamo tutti compatti, ma ben presto la selezione naturale crea vari gruppetti. Il giro comunque è spettacolare (lo avevo già fatto un'altra volta e mi era piaciuto molto, ma in compagnia è comunque tutta un'altra cosa). Si suda molto per il gran caldo, anche se buona parte del tracciato è all'ombra. Bisogna far attenzione solo a certi punti, in cui la strada diventa decisamente inagevole e i sassi sporgono dal terreno, per il resto è un gran bell'allenamento.
Chiudiamo poco sopra i 50', stanchetti, ma pronti per il bagno. Ci immergiamo tutti (o quasi, vero Francoscr?) in una brodaglia calda. I triatleti danno sfoggio del loro stile libero, nuotando verso il centro del lago, ma oramai la fame comincia a farsi sentire ed allora c'è Agnese che ci pensa. E così tutti intorno al tavolo, cominciamo le danze: antipasti a base di porchetta, salumi, melanzane ecc. ecc che già quelli bastavano, poi un buon primo, degno di una fraschetta e per concludere, una freschissima fetta di anguria (per reintegrare i sali persi con la corsa).
Il caffè è il preambolo al saluto finale. Grazie ragazzi, ho passato con voi una bellissima giornata.
PS: Vi salutano anche tutta la mia famiglia ;)
sabato 28 aprile 2012
Vacanza primaverile
Approfittando della comunione di mia nipote, torno nelle mie terre d'origine. Oggi si parte alla volta della Puglia, dove rimmarrò per quanche giorno, ci rivediamo intorno al 10 maggio, nel frattempo se il 6 maggio non avete ancora organizzato alcuna gara, ve ne suggerisco una, in memoria di un amico, la CorriFlavio a Valmontone, questo il blog:
martedì 17 aprile 2012
Milano City Marathon 2012... che storia
A me è
sempre piaciuto correre sotto la pioggia: ho fatto dei gran belli
allenamenti, sotto la pioggia, anche se, a dire il vero, ricordo pochissime gare
bagnate e comunque sempre sui 10 Km. Tuttavia correre 42195 metri sotto una pioggia incessante è ben altra cosa, molto meno
piacevole e questo posso assicurarvelo...
E
tuttavia è andata benissimo, certo non tanto da raggiungere l'obiettivo
che mi era proposto, quello cioè di scendere sotto le 4 ore, ma quanto
meno ho limato altri 9 minuti al mio personale ed ora me ne mancano
altri 9 per abbattere questo fatidico muro.
L'intenzione
iniziale era quella di partire con tutta la famiglia, per fare un fine
settimana lombardo, andando a trovare mio fratello che abita proprio a
Milano, ma alla fine le placche alla gola di mia figlia hanno fatto
cambiare, mio malgrado, i piani. Partito da solo alla volta di Milano,
sabato mattina, con un treno pagato un occhio della testa, arrivo giusto
all'ora di pranzo a casa di mio fratello. Mangiatona a base di
carboidrati (avevo istruito bene il fratello e la sua compagna), e via
a ritirare il pettorale al Marathon Village (veramente poca cosa in confronto a
quello di Roma). Comincio a sentire l'aria dell'evento che sto per
vivere: visi scavati, corpi magri, si, siamo proprio in un ritrovo di
maratoneti!!
La sera preparo il
tutto, ma la borsa non è ancora chiusa. Non so bene come vestirmi. Il
tempo fuori è troppo strano e decido di aspettare la mattina stessa. Alla fine
sceglierò di mettere una maglietta abbastanza leggera, ma a maniche
lunghe ed un antipioggia smanicato e retato di dietro e per il pregara
una sorta busta antipioggia ricevuta alla RomaOstia, sacrificata e
gettata proprio alla partenza. Scelta azzeccata,
visto che tutto sommato mi sono trovato abbastanza bene. Accessorio
fondamentale: cappellino idrorepellente, è stata una vera salvata.
Notte quasi insonne,
come succede quasi sempre; alle 5.00, sveglio già da un po', comincio a
sperare che suoni al più presto la
sveglia. Alle 6.30 sono già per strada. Man mano che mi avvicino alla
fiera, aumentano quelli dalle borse bianche (le sacche di plastica da
lasciare alla partenza). In metro verso Rho siamo praticamente quasi
solo noi maratoneti (d'altra parte a quell'ora, di domenica mattina, con una pioggia tale, chi vuoi che ci sia in giro...). Nella carrozza un caldo umido e fastidioso, posto in piedi appiccicato ad altri maratoneti: non
vedo l'ora di scendere. Unico sollievo, incontro Igiul e Zakkis alla
fermata Duomo, due amici del RunningForum, fra una marea di maratoneti, e ci facciamo compagnia. Una volta arrivati alla Fiera, primo momento veramente
emozionante, ritrovarsi tutti a cambiarsi in un parcheggio, con dei ragazzi che
suonavano le percussione in maniera assordante e ipnotizzante, un odore fortissimo di canfora.
Una volta vestiti
siamo usciti fuori e pioveva e da qui fino alla fine, è sempre stato
sotto la pioggia...
Pian
piano il gruppo di RunningForum cresce, incontro e conosco un sacco di gente, tra cui Nino per una breve e piacevolissima chiacchierata, unico cruccio, non aver conosciuto Alvin...
Siamo
pronti alla partenza. Scoppio di pistola ed il ritmo è subito tranquillo e rilassato, pur
rientrando nel mio originale obiettivo. Quindi vado un po' sotto i 5'40"
per crearmi un po' di vantaggio da poter amministrare nella seconda
parte, dove so che perderò un po' di tempo perchè ancora non riesco ad essere costante. La corsa fila via
benissimo, mi sento molto bene, e anche la periferia di Milano, senza
macchine, devo dire che non mi dispiace, in quel paesaggio molto British. Arrivo al primo cambio di staffetta e finalmente troviamo un
po' di pubblico, molto piacevole e coinvolgente: loro partiranno dopo
un'oretta circa e gli tocca ancora aspettare sotto la pioggia, noi invece siamo più fortunati: correndo l'acqua scivola via, come i tanti pensieri che ti affollano la mente per tutti i 42195 metri della gara...
Al ristoro del 15° Km
prendo il primo integratore: questa volta ho voluto anticipare, per non
arrivare oramai stanco al 20°. I Km passano abbastanza
facilmente e la corsa è ancora tranquilla, una cosa però comincia a
darmi da pensare: noto uno scostamento tra la misurazione del Garmin e
quella della gara. La cosa è sempre successa, anche a Roma, per
esempio, ma a Milano sapevo di essere proprio al limite per raggiungere
il mio obiettivo e sapere di dover correre altri 400/500 metri mi
avrebbe fatto perdere del tempo prezioso.
Tuttavia dopo la mezza
maratona questo problema cessa di essere: passo il gonfiabile pochi
secondi sopra le due ore (anche se con i conti fatti basandomi con il
Garmin ero ben sotto le due ore) e così, al malincuore, decido dentro di
me di
rinunciare al mio obiettivo primario, visto che so che non riuscirò a
tenere nella seconda parte della gara lo stesso ritmo della prima e
gestisco la gara. Nel frattempo
abbiamo cominciato la parte più bella del percorso: Viale Sempione, la
Scala, Piazza San Babila, via Montenapoleone, con l'immancabile
ferrarino, e alla fine il Duomo: un colpo d'occhio mozzafiato, per un
giorno a nostra disposizione, circumnavigato e, considerando la pioggia,
con tanta gente che faceva il tifo.
Siamo
ormai al 27° Km e, come preventivato, la stanchezza comincia a
farsi sentire, le scarpe diventano sempre più bagnate e pesanti, ad ogni passo sembra dover alzare un macigno e
risorgono i dolori che avevo sentito alla Maratona di Roma: insomma,
inizia la parte più difficile della gara. Riuscirò a gestire i dolori
cercando di massaggiare, con una corsa più fluida ed uniforme, la parte del piede e dell'anca che
mi facevano male e per un po' va bene, ma è un continuo 'va e vieni'
di dolori che ad ogni passo mi fanno vedere le stelle. Chiaramente i
tempi
cominciano ad aumentare: il ritmo dei 5'40" lascia spazio ad un più
comodo 5'55"/6'10" e i ristori cominciano a diventare la meta a cui
aspirare per poter bere e rilassarsi qualche istante. Così arrivo al
35°, quando girandomi dietro le spalle, cerco di capire l'eventuale
vicinanza dei palloncini dei 4'15", ma niente, sono ancora dietro.
Allora comincio a ragionare e puntare su un obiettivo da raggiungere:
quello
finale dei 4'09". E' necessario stare sotto i 6'00" per tutti i km
rimasti e
stringendo i denti riesco in quella che in quel momento risulta essere
una vera e propria impresa.
Arrivo al 38° Km e,
stranamente, comincio a risentirmi meglio: i dolori sono quasi svaniti,
la corsa più fluida, ma la stanchezza si sente e i tempi restano
comunque sempre vicini ai 6' per chilometro. Per poter guadagnare
qualche secondo, decido si saltare l'ultimo ristoro, anche se la gola
secca mi chiede di dissetarla. Filo via dritto, senza neanche voltarmi
verso i tavoli.
L'ultimo guizzo però me
lo concedo dopo aver visto il cartello dell'ultimo chilometro: comincio
una cavalcata che mi porterà a chiudere l'ultima frazione a 5'20" che
risulterà essere il tempo più veloce di tutta la gara; d'altra parte,
gli ultimi 500
metri sono stati veramente emozionanti, con il pubblico ai lati ad
incitare, il time che cercavo che diventava sempre più reale ed una
felicità che mi
riempiva il cuore. Corro veloce, non sento la stanchezza, non sento la
pioggia e alzo le braccia già qualche decina di metri prima del
traguardo; quando passando sul tappeto blu sento il bip, capisco che è
veramente finita, anche Milano è conquistata!
venerdì 13 aprile 2012
In partenza per Milano
Domani parto alla volta di Milano. Piani fatti e sfasciati, si doveva andare con tutta la famiglia per fare una gitarella, invece le alterne vicende familiari mi vedono costretto a partire da solo in treno e tornare in fretta ed in furia domenica notte...
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