Approfittando della comunione di mia nipote, torno nelle mie terre d'origine. Oggi si parte alla volta della Puglia, dove rimmarrò per quanche giorno, ci rivediamo intorno al 10 maggio, nel frattempo se il 6 maggio non avete ancora organizzato alcuna gara, ve ne suggerisco una, in memoria di un amico, la CorriFlavio a Valmontone, questo il blog:
sabato 28 aprile 2012
martedì 17 aprile 2012
Milano City Marathon 2012... che storia
A me è
sempre piaciuto correre sotto la pioggia: ho fatto dei gran belli
allenamenti, sotto la pioggia, anche se, a dire il vero, ricordo pochissime gare
bagnate e comunque sempre sui 10 Km. Tuttavia correre 42195 metri sotto una pioggia incessante è ben altra cosa, molto meno
piacevole e questo posso assicurarvelo...
E
tuttavia è andata benissimo, certo non tanto da raggiungere l'obiettivo
che mi era proposto, quello cioè di scendere sotto le 4 ore, ma quanto
meno ho limato altri 9 minuti al mio personale ed ora me ne mancano
altri 9 per abbattere questo fatidico muro.
L'intenzione
iniziale era quella di partire con tutta la famiglia, per fare un fine
settimana lombardo, andando a trovare mio fratello che abita proprio a
Milano, ma alla fine le placche alla gola di mia figlia hanno fatto
cambiare, mio malgrado, i piani. Partito da solo alla volta di Milano,
sabato mattina, con un treno pagato un occhio della testa, arrivo giusto
all'ora di pranzo a casa di mio fratello. Mangiatona a base di
carboidrati (avevo istruito bene il fratello e la sua compagna), e via
a ritirare il pettorale al Marathon Village (veramente poca cosa in confronto a
quello di Roma). Comincio a sentire l'aria dell'evento che sto per
vivere: visi scavati, corpi magri, si, siamo proprio in un ritrovo di
maratoneti!!
La sera preparo il
tutto, ma la borsa non è ancora chiusa. Non so bene come vestirmi. Il
tempo fuori è troppo strano e decido di aspettare la mattina stessa. Alla fine
sceglierò di mettere una maglietta abbastanza leggera, ma a maniche
lunghe ed un antipioggia smanicato e retato di dietro e per il pregara
una sorta busta antipioggia ricevuta alla RomaOstia, sacrificata e
gettata proprio alla partenza. Scelta azzeccata,
visto che tutto sommato mi sono trovato abbastanza bene. Accessorio
fondamentale: cappellino idrorepellente, è stata una vera salvata.
Notte quasi insonne,
come succede quasi sempre; alle 5.00, sveglio già da un po', comincio a
sperare che suoni al più presto la
sveglia. Alle 6.30 sono già per strada. Man mano che mi avvicino alla
fiera, aumentano quelli dalle borse bianche (le sacche di plastica da
lasciare alla partenza). In metro verso Rho siamo praticamente quasi
solo noi maratoneti (d'altra parte a quell'ora, di domenica mattina, con una pioggia tale, chi vuoi che ci sia in giro...). Nella carrozza un caldo umido e fastidioso, posto in piedi appiccicato ad altri maratoneti: non
vedo l'ora di scendere. Unico sollievo, incontro Igiul e Zakkis alla
fermata Duomo, due amici del RunningForum, fra una marea di maratoneti, e ci facciamo compagnia. Una volta arrivati alla Fiera, primo momento veramente
emozionante, ritrovarsi tutti a cambiarsi in un parcheggio, con dei ragazzi che
suonavano le percussione in maniera assordante e ipnotizzante, un odore fortissimo di canfora.
Una volta vestiti
siamo usciti fuori e pioveva e da qui fino alla fine, è sempre stato
sotto la pioggia...
Pian
piano il gruppo di RunningForum cresce, incontro e conosco un sacco di gente, tra cui Nino per una breve e piacevolissima chiacchierata, unico cruccio, non aver conosciuto Alvin...
Siamo
pronti alla partenza. Scoppio di pistola ed il ritmo è subito tranquillo e rilassato, pur
rientrando nel mio originale obiettivo. Quindi vado un po' sotto i 5'40"
per crearmi un po' di vantaggio da poter amministrare nella seconda
parte, dove so che perderò un po' di tempo perchè ancora non riesco ad essere costante. La corsa fila via
benissimo, mi sento molto bene, e anche la periferia di Milano, senza
macchine, devo dire che non mi dispiace, in quel paesaggio molto British. Arrivo al primo cambio di staffetta e finalmente troviamo un
po' di pubblico, molto piacevole e coinvolgente: loro partiranno dopo
un'oretta circa e gli tocca ancora aspettare sotto la pioggia, noi invece siamo più fortunati: correndo l'acqua scivola via, come i tanti pensieri che ti affollano la mente per tutti i 42195 metri della gara...
Al ristoro del 15° Km
prendo il primo integratore: questa volta ho voluto anticipare, per non
arrivare oramai stanco al 20°. I Km passano abbastanza
facilmente e la corsa è ancora tranquilla, una cosa però comincia a
darmi da pensare: noto uno scostamento tra la misurazione del Garmin e
quella della gara. La cosa è sempre successa, anche a Roma, per
esempio, ma a Milano sapevo di essere proprio al limite per raggiungere
il mio obiettivo e sapere di dover correre altri 400/500 metri mi
avrebbe fatto perdere del tempo prezioso.

Siamo
ormai al 27° Km e, come preventivato, la stanchezza comincia a
farsi sentire, le scarpe diventano sempre più bagnate e pesanti, ad ogni passo sembra dover alzare un macigno e
risorgono i dolori che avevo sentito alla Maratona di Roma: insomma,
inizia la parte più difficile della gara. Riuscirò a gestire i dolori
cercando di massaggiare, con una corsa più fluida ed uniforme, la parte del piede e dell'anca che
mi facevano male e per un po' va bene, ma è un continuo 'va e vieni'
di dolori che ad ogni passo mi fanno vedere le stelle. Chiaramente i
tempi
cominciano ad aumentare: il ritmo dei 5'40" lascia spazio ad un più
comodo 5'55"/6'10" e i ristori cominciano a diventare la meta a cui
aspirare per poter bere e rilassarsi qualche istante. Così arrivo al
35°, quando girandomi dietro le spalle, cerco di capire l'eventuale
vicinanza dei palloncini dei 4'15", ma niente, sono ancora dietro.
Allora comincio a ragionare e puntare su un obiettivo da raggiungere:
quello
finale dei 4'09". E' necessario stare sotto i 6'00" per tutti i km
rimasti e
stringendo i denti riesco in quella che in quel momento risulta essere
una vera e propria impresa.
Arrivo al 38° Km e,
stranamente, comincio a risentirmi meglio: i dolori sono quasi svaniti,
la corsa più fluida, ma la stanchezza si sente e i tempi restano
comunque sempre vicini ai 6' per chilometro. Per poter guadagnare
qualche secondo, decido si saltare l'ultimo ristoro, anche se la gola
secca mi chiede di dissetarla. Filo via dritto, senza neanche voltarmi
verso i tavoli.
L'ultimo guizzo però me
lo concedo dopo aver visto il cartello dell'ultimo chilometro: comincio
una cavalcata che mi porterà a chiudere l'ultima frazione a 5'20" che
risulterà essere il tempo più veloce di tutta la gara; d'altra parte,
gli ultimi 500
metri sono stati veramente emozionanti, con il pubblico ai lati ad
incitare, il time che cercavo che diventava sempre più reale ed una
felicità che mi
riempiva il cuore. Corro veloce, non sento la stanchezza, non sento la
pioggia e alzo le braccia già qualche decina di metri prima del
traguardo; quando passando sul tappeto blu sento il bip, capisco che è
veramente finita, anche Milano è conquistata!
venerdì 13 aprile 2012
In partenza per Milano
Domani parto alla volta di Milano. Piani fatti e sfasciati, si doveva andare con tutta la famiglia per fare una gitarella, invece le alterne vicende familiari mi vedono costretto a partire da solo in treno e tornare in fretta ed in furia domenica notte...
sabato 7 aprile 2012
Nell'olimpo
Con estrema gioia, posto sul mio blog il bellissimo disegno di the Yogi, che mi ha onorato di far parte di un gruppetto di sei runner, dove a dire il vero, mi sento un po' in imbarazzo, visto il calibro dei compagni.
Grazie Yogi!!
[albe, ginko, nino, ale, oldboy e marcoc]
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