Questa volta a muoverci non siamo più i soliti 4 gatti, ma dobbiamo prendere addirittura 3 macchine per poter andare dalle parti di S.M. Soccorso, da dove partirà la 13a Corriamo al Tiburtino. La mia squadra è quasi al completo (ben 7 su 8 :D, pochi ma buoni). Arriviamo sempre un po' troppo in ritardo per poter gustarci appieno il pre gara e quindi ci si mette subito a riscaldarci, "che qui bisogna partire subito a manetta, mica è una Maratona...", ed eccoci in foto, il gruppetto a sinistra di questa simpatica ragazza che mostra il pettorale
Dopo poco più di due chilometri di gnagnarella, ci posizioniamo in griglia per la partenza. La gente come sempre è tanta, ma andando a rispolverare gli annali, alla fine ci saranno poco meno di 1300 arrivati rispetto ai 1650 dell'anno scorso. Strano caso per un fenomeno che sembra essere comunque in crescita: sarà stata la concomitanza con la gara delle Terre Pontine?
Comunque la partenza è sempre abbastanza caotica, per le strade del Tiburtino che, anche se abbastanza larghe, sono sempre piene di macchine parcheggiate, e tuttavia, con mio grande stupore, riesco a tenere un buon ritmo e chiuderò il primo chilometro a 4'47". A questo punto però la strada è più libera e riesco ad accelerare, senza dover necessariamente saltare da destra a sinistra e così proseguo ad inanellare buoni chilometri: 2° e 3° Km a 4'37".
A questo punto, una volta messi in cascina qualche secondo prezioso per non avere sorprese sul finale (vedi la mezza di domenica scorsa), provo a consolidare il risultato cercando di stare su ritmi intorno a 4'50".
Ci riesco abbastanza facilmente, anche se dal 6° Km comincia a darmi fastidio una contrattura alla gamba destra, leggera, ma continua. Ho il timore che possa peggiorare, ma ora l'obiettivo è stare sotto i 50' e così proseguo. Al passaggio del 7° Km cerco di accelerare un po', oramai l'odore della vittoria mi da anche la forza di spingere un po' di più e riesco a rosicchiare qualche secondo alla media, chiudendo il chilometro a 4'45".
Punto un ragazzo davanti a me, sulla maglia c'ha scritto Tommaso e gli vado incontro, lo sorpasso. Dopo qualche secondo vedo che anche lui cerca di tenere botta e mi risorpassa. Da qui comincia una sfida che terminerà sotto il gonfiabile, fatta di mille sorpassi che aiutano entrambi a non pensare tanto alla stanchezza, ma di andare avanti. Alla fine appaiati, sotto il gonfiabile, passiamo insieme il traguardo. Subito dopo mi guardo in giro, lo vedo e gli vado incontro a stringere la mano: lui mi sorride e mi ringrazia. Sono anche queste le cose che amo di questo sport!
Chiudo in 48'21", nuovo personale e nuovo punto di partenza per le prossime gare, anche se ormai la preparazione per Roma sta per arrivare e porterà con se pochi spazi per le gare da 10 Km, ma questa è un'altra storia...














